Salvini gela Vannacci: niente candidatura e caos centrodestra in Puglia
Veti incrociati e vertice rinviato
Il centrodestra fatica a trovare la quadra in vista delle prossime Regionali. Matteo Salvini ha escluso categoricamente l’ipotesi di una candidatura del generale Roberto Vannacci, mettendo così fine a un’ipotesi circolata con insistenza nelle ultime settimane. La scelta però non basta a sbloccare la situazione: tra Lega e Fratelli d’Italia restano veti contrapposti che complicano il cammino verso un’intesa complessiva.
Il vertice dei leader, che avrebbe dovuto sancire le decisioni finali, sembra allontanarsi ulteriormente. Nel frattempo, ogni partito porta avanti le proprie rivendicazioni territoriali. Il partito della premier Giorgia Meloni insiste per la Lombardia, mentre la Lega non intende arretrare. Proprio su questo braccio di ferro si è innestata una nuova richiesta di Fratelli d’Italia, che ha rimesso sul tavolo anche la partita del Veneto.
La battaglia su Veneto e Lombardia
A farsi portavoce della posizione del partito di Meloni è il senatore Luca De Carlo, coordinatore regionale di FdI in Veneto. “Se il partito di Salvini vuole che ci basiamo sui numeri per la scelta dei nomi, allora non si può prescindere dal fatto che FdI rappresenta oltre un terzo dei veneti già dalle ultime due consultazioni, politiche ed europee”, ha dichiarato.
Lo stesso De Carlo ha anche commentato le voci su una possibile lista che porti il nome di Luca Zaia: “Questo è un tema tutto interno alla Lega, anche se sarebbe abbastanza irrituale avere una lista con il nome di uno che non è il candidato presidente”. Un modo per ribadire che, se le carte dovessero essere rimescolate, il suo stesso nome resterebbe in gioco per la corsa regionale.
Dal lato leghista, il nome più forte resta quello di Alberto Stefani, definito “un’ottima candidatura” dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha deciso di non correre personalmente.
Il nodo Puglia e Campania
Mentre lo scontro si consuma tra Veneto e Lombardia, restano irrisolti i capitoli più delicati: Puglia e Campania. In entrambe le regioni non è ancora emersa una soluzione condivisa, ma secondo diversi osservatori si va verso la scelta di candidati civici, in grado di raccogliere consensi trasversali senza accendere ulteriormente le rivalità tra partiti.
Al momento, dunque, la strategia complessiva del centrodestra appare ancora in alto mare. Con il no a Vannacci, Salvini ha voluto mandare un segnale di chiarezza, ma i nodi principali restano irrisolti e il vertice per scioglierli continua a slittare.
Commenti
Posta un commento